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venerdì 12 ottobre 2012

Un giorno con il vino Casavecchia alla cantina "Le Masserìe"

Azienda Vitivinicola "La Masserìe"
Vino Casavecchia e vini Pallagrello.
Località Masserie Vecchia
81041 Bellona (Ce)
Tel & Fax: 0823 955394

FOTO DI ANTONELLA D'AVANZO


























lunedì 8 ottobre 2012

Seconda tappa: Presentazione del volume "Le Piazze di Terra di Lavoro tra gli scenari del passato e i sapori del presente" di Salvatore Costanzo e Antonella D'Avanzo




Seconda tappa Marcianise: nella sala consiliare del Comune in Piazza Umberto è stato presentato dinnanzi ad un pubblico qualificato e numeroso il volume “Le Piazze di Terra di Lavoro tra gli scenari del passato e i sapori del presente”, di Salvatore Costanzo e Antonella D’Avanzo. L’incontro, il secondo sul territorio, dal titolo “Marcianise - Piazza Umberto I, Piazza Carità, Piazza Buccini dalle vicende storiche e urbanistiche del passato ai sapori gastronomici del presente”, organizzato dalla Provincia di Caserta, rientra nel percorso voluto dal Presidente della Provincia Domenico Zinzi di portare il volume nelle piazze descritte nel testo.

Ha moderato i lavori Franco Agrippa, giornalista de Il Mattino che ha speso parole di apprezzamento sulla grafica e contenuto del testo curato nei minimi particolari; pagine importanti scritte su Marcianise con una lettura storico urbanistica e culturale delle sue tre principali piazze: Piazza Umberto I, Piazza Carità, Piazza Buccini.

L’apertura dei lavori è stata affidata a Ciro Costagliola, coordinatore del progetto editoriale ed estensore della prefazione, il quale ha tracciato il percorso che ha portato alla realizzazione del volume. Un percorso partito con la realizzazione del testo “I Castelli di terra di lavoro, un viaggio fra cultura e sapori da scoprire” realizzato in 4 lingue e proseguito con il documentario “Della Terra” del regista Franz Cerami che in 8 minuti racconta le più belle immagini della nostra provincia, edito in 11 lingue e disponibile on line. In questo testo, ha proseguito, si può leggere un collegamento fra cultura, tradizioni, prodotti agroalimentari di eccellenza, arricchito dai racconti di come le ricette della tradizione popolare si intrecciano in un’officina di sapori, con le ricette di famosi chef del nostro territorio; di come questi prodotti, sapientemente preparati e serviti, danno l’idea del grande senso di accoglienza e dell’ospitalità di questo territorio.  

Il Presidente della Provincia di Caserta On. D. Zinzi e Antonella D'Avanzo.

Sono seguiti gli interventi degli autori: Antonella D’Avanzo che ha curato la parte enogastromica, ha raccontato il viaggio che le ha consentito di raccogliere il materiale utilizzato per la stesura del testo, gli incontri con le persone da cui ha registrato il racconto, con la storia, la cultura, la tradizione di ogni singolo prodotto. Ha citato e ringraziato l’incontro con i protagonisti del capitolo su Marcianise, con i prodotti e le ricette che si descrivono in queste pagine. Il racconto, ha continuato, consente sia al turista che al visitatore che vanno alla scoperta di nuovi luoghi e nuove esperienze sensoriali, di trovarsi coinvolti in un viaggio affascinante conservandone il ricordo e trasferendone le sensazioni. 
L’arch. Salvatore Costanzo ha tracciato il percorso virtuale sviluppato nel volume esaminando e descrivendo le ricerche effettuate sulle piazze che sono state presentate sotto l’aspetto culturale, urbanistico e sociale, le piazze che rappresentano lo spazio differenziato del contesto urbano, di sosta, di passaggio, di discussione, polo religioso o politico amministrativo, capaci di raccontare le innumerevoli suggestioni, tradizioni e reminiscenze storiche. È poi passato alle piazze di Marcianise descritte nel testo, tracciandone i profili storico culturali. 
Ha chiuso i lavori il presidente della provincia Domenico Zinzi che ha ricordato come il progetto editoriale si inserisce in maniera forte nell’attività di promozione del territorio e dei prodotti di eccellenza che l’ente ha avviato, con le pubblicazioni che presentiamo nelle principali manifestazioni italiane ed estere. “Abbiamo un territorio di rara bellezza e vogliamo promuoverlo facendone conoscere le peculiarità; abbiamo avviato un percorso che porterà questo volume nelle più importanti piazze della provincia, presentandolo proprio nei comuni descritti nel volume. Un percorso virtuoso che evidenzia ed esalta le bellezze del nostro territorio e la qualità dei nostri prodotti tipici, di cui possiamo andare fieri”.  

sabato 6 ottobre 2012

Castagne Time: I castagneti di Roccamonfina, un paesaggio dalla bellezza che incanta e due ricette d'Autunno.

Castagneto di Roccamonfina. (foto di Enzo Merlino).



Per inseguire una traccia, un sapore, un profumo, una storia, raggiungiamo il territorio di Roccamonfina, un comune dominato dall’omonimo vulcano spento, il più vasto edificio vulcanico d’Europa, situato sulle pendici orientali del monte Santa Croce, dove il suolo e il clima consentono la produzione di un frutto, un achenio, di qualità pregiatissima, una grande benedizione della Terra: la castagna.
Qui la leggenda vuole che ancora oggi, nei pressi del Santuario della Madonna dei Lattani, viva un albero di castagno della varietà “Tempestiva”, piantato dal suo fondatore, il francescano S. Bernardino da Siena. Questi, venuto agli inizi del ‘400 insieme a S. Giacomo della Marca in pellegrinaggio per rendere omaggio all’immagine della Madonna e volendo edificare in questo luogo un convento, per conoscere la volontà di Dio provò a piantare in terra il proprio bastone di castagno secco che subito germogliò. L’antica coltivazione del castagno in questa area fortemente vocata è testimoniata da atti del 1800.
Oggi l’intero territorio è coperto da boschi di castagni, che costituiscono un paesaggio di rara bellezza che alla vista del visitatore incanta e stordisce.

In una passeggiata tra i castagneti in questo paradiso naturale incontriamo Fiorentino, un uomo che sa coniugare una grande passione per questa terra e per i frutti che generosamente dona, ad un grande amore per l’ambiente. Ci racconta, con saggia maestria, circa le cultivar di Castanea sativa del Roccamonfina, sostenendo, con eccellente capacità di convincimento, e di cui condividiamo il pensiero, che si tratta di un patrimonio da non perdere. Infatti la grande ricchezza varietale presente in un territorio non molto vasto, non si trova in nessun altro posto dedito alla castanicoltura e ciò è riconosciuto dai maggiori esperti del settore.


Castagne. (Foto di Enzo Merlino).
Tra le diverse cultivar di Castanea sativa del comprensorio di Roccamonfina tipiche sono: “La Tempestiva o Primitiva”, così chiamata per la sua precocità ed è la prima castagna, in assoluto, ad essere commercializzata aprendo il mercato fin dagli inizi di settembre; di buona qualità per l’alto contenuto zuccherino, ha il pericarpo di colore bruno-scuro con piccole striature poco evidenti ed endocarpo di colore bianco latteo, consistente e piacevolmente dolce, destinata alla produzione di caldarroste. La “Napoletana o Napoletana riccia”, viene considerata un’ottima varietà per le caratteristiche di pregio del frutto, di forma molto regolare e pezzatura media; la “Lucente o Lucida”, diffusa in tutta l’area, presenta un frutto bello e regolare, di pezzatura media, non molto dolce. Queste sono affiancate da altre cultivar, non meno importanti come la “Paccuta”, la “Verdosca”, la “Marzatica o Mazzara”, la “Napoletanella”, la “Mercogliana” la “Straccia sacchi o Pezzutella”, la “Mirannella”, la “Lata” la “G. Ionta o Ionta”, la “Rossolella”, la “San Pietro”.

La castanicoltura per il territorio di Roccamonfina e di tutta l’area del Monte Santa Croce, sin dai tempi antichi, ed ancora oggi, rappresenta una importante risorsa forestale per la conservazione e salvaguardia del territorio, nonché alimentare, zootecnica ed economica, gestita secondo i buoni usi e la saggia cultura del passato.

Per la Tempestiva, sono in corso i lavori per la presentazione dei documenti finalizzati ad ottenere un riconoscimento che porterà vantaggi a tutto il settore della castanicoltura locale e dell’indotto che produce, con un sensibile ritorno in termine di valorizzazione e promozione sia del prodotto che del territorio.

Roccamonfina di notte. (foto di Enzo Merlino).

Le castagne di Roccamonfina hanno un’ottima versatilità prestandosi molto bene in cucina in piatti che vanno dal salato al dolce, su antiche ricette tramandate da famiglia in famiglia, a ricette di nuova sperimentazione che pure riscuotono successo fra gli esperti di gastronomia.

Attraverso la semplicità, la padronanza e la maestria dello chef Antonio Di Stefano, scopriamo una ricetta tramandata dai suoi nonni, un piatto genuino, rispettoso della più squisita tradizione contadina, dal sapore gustoso e deciso, la Zuppa di fagioli, funghi e castagnee un dolce tipico, semplice negli ingredienti e nel procedimento, da poter preparare a casa nel periodo autunnale, il Tronchetto di castagne.


Zuppa di fagioli, funghi e castagne.
foto di Antonella D'Avanzo.


Ingredienti.

-          Fagioli borlotti o cannellini (secondo preferenza) una scatola

-           funghi porcini o misti 3/4 cucchiai

-          castagne del prete (quantità, secondo preferenza)

-          olio extra vergine di oliva 1 ½ cucchiaio

-          uno spicchio d’aglio

-          vino bianco una tazzina


Ingredienti.

-          Fagioli borlotti o cannellini (secondo preferenza) una scatola

-           funghi porcini o misti 3/4 cucchiai

-          castagne del prete (quantità, secondo preferenza)

-          olio extra vergine di oliva 1 ½ cucchiaio

-          uno spicchio d’aglio

-          vino bianco una tazzina

-          peperoncino piccante fresco


-          sale q.b.


Preparazione.

Sbucciare e pelare le castagne, tagliarle a metà e far ammorbidire in una tazza d’acqua tiepida. In una padella, versare l’olio, l’aglio, il peperoncino, far soffriggere ed unire i funghi precedentemente puliti e tagliati, versare una tazzina di vino bianco, lasciar cuocere senza coprire finché il vino non evapori; si aggiungono i fagioli con la loro acqua, continuando la cottura per altri 5 minuti, ed infine unire le castagne terminando la cottura per altri 5 minuti. Salare e servire il piatto caldo, decorato con una castagna al centro della zuppa, un filo d’olio di oliva e fette di pane abbrustolito.


Tronchetto di castagne

Foto di Antonella D'Avanzo.

Ingredienti.

-          castagne grandi 750 gr

-          zucchero125 gr

-          burro150 gr

-          un po’ di rum

-          latte q.b.

-          cioccolato fondente130 gr

-          zucchero a velo.

Preparazione.

Sbucciare le castagne e far lessare 20 minuti circa; Pelare ponendole in una casseruola, versandoci del latte a filo, facendo cuocere fino a che il liquido non si asciughi. Togliere dal fuoco, eliminare il liquido di cottura e schiacciare con l’aiuto di uno schiacciapatate.

A parte sciogliere il cioccolato a bagnomaria con un cucchiaio di acqua, una volta sciolto, versarlo in un recipiente con il burro amalgamando bene, unire lo zucchero e la purea di castagne mescolando rendendo il composto omogeneo. Porre  il composto su un foglio di carta alluminio, formare  un “tronchetto” con la stessa carta, sigillare bene e mettere in frigorifero fino al momento di servire. Eliminare la carta e adagiarlo su un piatto da portata, rigare con i rebbi di una forchetta, spolverizzare con zucchero a velo e servire. (Il tronchetto può essere ricoperto anche di cioccolato fondente sciolto e fatto raffreddare).


Indirizzi:

LA CASTAGNERIA
Sede: Via Garofali - 80135 Roccamonfina (CE)
Punto vendita: Piazza Nicola Amore - 80135 Roccamonfina (CE)
Tel. 0823 920192


Il Vulcano, Ristorante - Pizzeria

cucina tipica,  (area mercato) Loc. Sorgenza – Roccamonfina Ce

tel. 349 3445434

venerdì 5 ottobre 2012

La patata di Letino, una specialità da non perdere con la ricetta della memoria: la Patata Ammaccata.


Lina e il suo campo di patate. (foto di Antonella D'Avanzo)

Per parlare di gastronomia come espressione culturale più autentica ed immediatamente comprensibile di un territorio, insieme alla voglia di esplorare il territorio, per conoscere le genti, le tradizioni, nella riscoperta dei luoghi meno battuti, siamo giunti a Letino, un luogo meraviglioso, dove all’arrivo, ci si trova di fronte ad un morbido paesaggio incontaminato, spettacolare e sorprendente. Qui, all’improvviso, crolla ogni dubbio: per fortuna le cose vere ed autentiche esistono!




Letino. (Foto di Antonella D'Avanzo)

Meta di un turismo silenzioso, per gli amanti di passeggiate e di paesaggi; tra i boschi si alternano numerosi corsi d’acqua, il cui rumore ti richiama alla freschezza della neve sciolta, ed immense vallate verdi, dove, si possono incontrare pastori e bovari con i loro animali al pascolo.


Una piccolissima cittadina montana che sorge su un declivio dell’altopiano del Matese in posizione baricentrica fra il lago di Letino e il lago di Gallo; una località abitata da persone con la passione e la tenacia di continuare il proprio lavoro, quello rurale, agricolo, contadino, con la visione positiva, quasi utopistica di un futuro che può essere modificato attraverso un ritorno alle cose quotidianamente semplici; gente di grande ospitalità, vitalità, sempre pronta al sorriso, di immensa gentilezza ed  infinita accoglienza.


Anna ei suo panificio. (foto di Antonella D'Avanzo)

Prima di andare alla ricerca della tipica patata di Letino, veniamo colpiti da un profumo di pane e ci tuffiamo per una tappa, quasi obbligata, al panificio della signora Anna, una donna con un viso dolcissimo e sereno, qui troviamo un pane tipico di farina bianca e gialla, piane bianco, taralli al finocchietto selvatico, pizze con scarole, biscotti con marmellata di amarene e noci, una vera delizia e un piacere per l’olfatto. Ma l’appuntamento più importante è con Lina, in zona Contrada Secine, dove ci mostra un pezzo di paradiso in terra: il suo campo di patate a circa 1200 metri di altitudine; che spettacolo! Con lei conosciamo la tipica patata di Letino, una specialità da non perdere.


Che meraviglia! (foto di Antonella D'Avanzo)
Lina, ci spiega che si tratta di un prodotto coltivato prevalentemente nella parte alta del territorio, in terreni posti tra i 500 ed i 1400 metri. La coltivazione di montagna, senza irrigazione, permette livelli di sostanza secca molto più elevati. Il periodo in cui si trova il tubero è il mese di settembre, e prevalentemente di due qualità, bianca e rossa, entrambe si prestano ad ogni tipo di preparazione in cucina e sono particolarmente adatte per gnocchi e crocchè di patate. Ha una buccia compatta di colore intenso, non è sempre perfetta nella forma, si presenta bene, matura con pasta solida anche dopo diversi mesi di conservazione naturale (si conservano a terra, poste in mucchio, in luoghi asciutti e privi di luce). Ogni famiglia coltiva il suo campo di patate per il proprio fabbisogno e per venderne una parte.


Patate di Letino. (foto di Antonella D'Avanzo).



Il sapore di questa patata è caratteristico, delicato, esaltato dalla tipologia dei suoli di coltivazione ricchi di microelementi e dall’ambiente pedoclimatico particolarmente favorevole. L’elevato valore organolettico rende il tubero particolarmente adatto al consumo fresco.

La patata ha qualità nutrizionali straordinarie, è ricca di glucidi complessi sotto forma di amido e, come i legumi, porta fibre, vitamine (B1, B2, B3, B6, EC) e sali minerali; il Potassio è l’elemento minerale di cui è più ricca (564mg/100g) e contiene grandi quantità di vitamina B1.
Qui le massaie con la loro leggiadria del gesto, riescono ad offrirci una cucina della memoria, semplice, fortemente legata alle antiche origini, lascito di madri e nonne che ci regala due ricette contadine basate soprattutto su ingredienti locali.

Provate a salire quassù a Letino e scoprirete la magia del silenzio e della natura, una bellezza montanara di altri tempi.

Vista da Letino su Gallo Matese. (foto di Antonella D'Avanzo)


Patata ammaccata


Ingredienti.

-          Patate di Letino (quantità secondo gradimento)

-          fagioli rossi (quantità secondo gradimento)

-          strutto o olio extra vergine di oliva

-          ½ cipolla

-          sale q.b.


Preparazione.

Lavare, sbucciare, tagliare (grossolanamente) le patate e far cuocere in abbondante acqua salata, riducendo le patate in un composto cremoso.  A parte cuocere i fagioli ed eliminare l’acqua di cottura.

In una padella far soffriggere la cipolla tagliata a rondelle con lo strutto o l’olio (secondo preferenza), versare le patate e i fagioli girando energicamente ed “ammaccando” con un cucchiaio di legno fino a che il  tutto non diventi omogeneo. Aggiustare di sale. Servire caldo con fette di pane fritte.


Gnocchi  di patate al ragù di tracchie e salsiccia di maiale


foto di Antonella D'Avanzo.
Ingredienti per 6 persone.

Per il ragù:

-          Tracchie o puntine di maiale 1 kg

-          Salsiccia 1 kg

-          Passata di pomodoro 3 l

-          Una cipolla

-          Olio extra vergine di oliva

-          Una manciata di finocchietti selvatici

-          Un bicchiere di vino rosso

-          Uno spicchio d’aglio in camicia

-          Sale q.b.

-          Formaggio pecorino grattugiato

Gnocchi di patate. (foto di Antonella D'Avanzo)

Preparazione.

In una pentola mettere a rosolare insieme all’olio, alla cipolla e ad uno spicchio d’aglio in camicia, i finocchietti, la salsiccia e le tracchie, aggiungendo poca acqua. Evaporata l’acqua, sfumare con un bicchiere di vino rosso, salare, eliminare l’aglio e aggiungere la passata di pomodoro; far cuocere per circa 2 ore.


Per gli gnocchi:

Ingredienti.

-          Patate di Letino 1200 gr

-          Farina “tipo 00” 600 gr

-          Sale q.b.

Preparazione.

Lavare le patate senza sbucciarle, metterle in una pentola con dell’acqua salata e lasciar bollire.
Ancora calde, pelare, schiacciare e porle su un piano di lavoro ben infarinato.
Aggiungere altra farina, il sale e impastare bene; dividere l’impasto in tanti filoni dello spessore di 2-3 centimetri e iniziare a tagliare gli gnocchi riponendoli su una superficie o un vassoio infarinato.
Per finire, praticare le caratteristiche rigature degli gnocchi facendo scivolare ogni gnocco, schiacciando un po’, sulla forchetta. Lasciate riposare per 15 minuti, dopodiché cuocere in una pentola abbastanza grande con l’acqua salata e scolarli quando saliranno a galla.

Saltare gli gnocchi con il sugo e comporre il piatto, versandoci un mestolo di sugo e una spolverata di formaggio pecorino grattugiato.


Indirizzi:


-          Agriturismo “Le Fossate”

Loc. Le Fossate – Letino CE

Tel. 0823 949595 – 955115;

-          Per la vendita di patate: chiedere all’ingresso di Letino, la coltivazione di patate è quasi esclusivamente ad uso familiare.


Foto di Antonella D’Avanzo.