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martedì 4 dicembre 2012

Il mercatino di Natale a San Potito Sannitico: spettacoli di strada, artigianato e prodotti tipici





Il mercatino di Natale a San Potito Sannitico - foto Antonella D'Avanzo

di Antonella D’Avanzo
Sabato 1 e domenica 2 dicembre nel centro storico di San Potito Sannitico, borgo dell’Alto Casertano che nasce in corrispondenza delle sorgenti delle località Formose, Aulecine e Porta Agricola, ricco di palazzi nobiliari, di bellezze paesaggistiche e un tempo anche terra di Briganti, si è svolta la XIII edizione del mercatino di Natale. Appuntamento tradizionale organizzato dall’associazione Pro Loco con a capo una donna straordinaria e vulcanica, Maria Rosaria Antonucci e dall’Amministrazione Comunale presieduta dal Sindaco Francesco Imperadore.

Francesco Imperadore, sindaco e Maria Rosaria Antonucci, presidente Pro Loco, San Potito Sannitico Ce - foto Vittorio Imperadore.

Teatro della manifestazione sono stati i vari palazzi del centro, le stanze al piano terra e il giardino di palazzo Filangieri, i caratteristici vicoli del paese, dove sono stati esposti, in un contesto prenatalizio, i prodotti di eccellenza, frutto delle tradizioni artistiche, artigianali ed enogastronomiche del territorio Matesino e Regionale. Lungo il movimentato e suggestivo percorso del mercatino si sono alternati eventi musicali di vario genere: gruppi folkloristici, saltimbanchi e artisti di strada con spettacoli itineranti molto apprezzati dal numeroso pubblico venuto per l’occasione oltre che dal territorio limitrofo, anche dal di fuori della regione Campania.


Zucche giganti in esposizione - foto Antonella D'Avanzo

Prodotti tipici - foto Antonella D'Avanzo

In questa magica, accogliente e calda atmosfera, arricchita da colori e profumi di rosmarino, cannella, spezie e di dolci fatti in casa, ho conosciuto i coniugi Renato e Lina Buontempo, storici  panettieri potitesi in pensione, che ogni anno per l’occasione preparano i tipici turciniegli (attorcigliati), così chiamati per la loro caratteristica preparazione: prima di immergerli nell’olio bollente, l’impasto viene attorcigliato intorno alle dita con una manualità veloce ed esperta; un cibo della tradizione popolare, povero ma molto gustoso, che viene preparato in tutte le case dell’allegro borgo nei giorni della vigilia di Natale e di Capodanno. Gli abitanti del luogo raccontano - ‘senza i turciniegli di Renato che Natale sarebbe?’

Il Dolce dei Briganti - foto Antonella D'Avanzo

Quest’anno è stato introdotto un dolce chiamato il “Dolce dei Briganti”, da un’idea di Maria Rosaria Antonucci che rivisita un’antica ricetta “dei Briganti” in possesso di sua madre Maria Concetta. Si tratta di un prodotto da forno artigianale e da agricoltura biologica, preparato con farina, zucchero, mandorle, olio extra vergine di oliva, vino bianco, canditi di arancia e lievito madre; questo dolce, presentato in questa occasione, accompagnerà uno spettacolo teatrale itinerante che avrà come tema un emozionante episodio di Brigantaggio realmente accaduto e che si proporrà la prossima stagione estiva a San Potito Sannitico.

1° Premio Concorso "Un Dolce per il Mercatino"- foto Antonella D'Avanzo
2° Premio Concorso "Un Dolce per il Mercatino"- foto Antonella D'Avanzo
3° Premio Concorso "Un Dolce per il Mercatino"- foto Antonella D'Avanzo

Durante la manifestazione si è svolto anche il concorso “Un Dolce per il Mercatino”, dove 15 dolci presentati, sapientemente preparati dalle donne potitesi, sono stati giudicati e valutati da una commissione di esperti, presieduta da chi scrive; il podio è andato con un premio a 3 dolci, valutati per equilibrio del gusto, originalità e creatività, territorialità, estetica e presentazione.
Renato Buontempo e i suoi turciniegli - foto Antonella D'Avanzo

I Turciniegli
Ingredienti
-       Farina un kg
-       Patate 500 gr
-       Acqua (quanto ne assorbe l’impasto)
-       Un cucchiaio di sale
-       Lievito madre
-       Rosmarino
-       Olio per friggere


Turciniegli in frittura - foto Antonella D'Avanzo
Turciniegli - foto Antonella D'Avanzo

Procedimento
Preparare un infuso con acqua e rosmarino, e tenerlo da parte. Servirà per bagnarsi le mani durante la preparazione dei turciniegli. Preparare un impasto molle con la farina, le patate precedentemente lessate e poi schiacciate, l’acqua, il lievito madre, il sale. Far lievitare per circa 2 ore. 
Attorcigliare un pò di pasta intorno alle dita bagnate nell’acqua al rosmarino formando il tipico turcinieglio, immergerlo nell’olio bollente e friggere. Servire caldi.
Un consiglio: le mani vanno bagnate costantemente per favorire l’operazione di attorcigliamento e per la frittura è preferibile utilizzare una casseruola molto alta, dove, bisogna versarci abbondante olio per friggere, i turciniegli devono stare a galla.






giovedì 29 novembre 2012

Il Maiale Nero Casertano o Pelatello Teanese



Foto-Antonella D'Avanzo

di Antonella D'Avanzo

Girando in lungo e in largo la provincia di Caserta, arrivo nella cittadina di Teano ed assisto ad uno spettacolo di grande impatto, uno scenario che desta sorprendente interesse, visioni pittoresche ed affascinanti, un centro storico costruito per lo più in pietra vulcanica e un continuo intreccio di stradine ombrose ed animate. Una cittadina circondata da frazioni collinari con incantevoli paesaggi rurali, coperte da coltivazioni di olivi secolari, noccioli e peschi, dove, per fortuna, si ritrovano ancora piccoli allevamenti familiari di un animale di grande valore, dalle carni pregiate, tenere e gustose: il Maiale Nero Razza Casertana, qui chiamato “pelatello teanese”; è un animale di media taglia, con elevata attitudine materna e forte vigore sessuale nel verro. Un tipo genetico, quasi completamente estinto, recuperato e rilanciato negli ultimi anni per le apprezzate caratteristiche organolettiche delle sue carni.

Foto-Antonella D'Avanzo

In uno di questi piccoli allevamenti incontriamo Lidia, allevatrice e titolare di un’azienda a ciclo aperto, che con dedizione e passione ci mostra questo splendido animale, raccontandoci della storia e degli sviluppi avvenuti negli anni e del suo recupero di cui si stavano perdendo le tracce. Non è proprio una “razza”, ma attualmente, è definito “Tipo Autoctono Antico” TGAA; possiede delle particolarità che lo rendono unico: le cosiddette “ sciucquaglie” (il maiale con gli orecchini), due bargigli che gli pendono ai lati della gola ed una cute di colore dal nero violaceo al grigio ardesia, quasi priva di setole, presenti in radi ciuffetti sul collo, testa ed estremità della coda, da cui il nome pelatello; si tratta di un animale rustico, di origini antichissime, infatti viene rappresentata in molte sculture e affreschi di epoca romana, con scheletro ridotto e arti brevi, asciutti e sottili, garretti e pastorali talvolta dritti, con una testa di forma tronco-conica, le orecchie di media grandezza ravvicinate tra loro e pendenti in avanti, viene allevato allo stato brado e semibrado; possiede una quantità di grasso maggiore rispetto ai comuni maiali bianchi, da cui si ricava una sugna, morbida e bianca come “fiocchi di neve”, condimento base nella cucina tradizionale contadina, che conferisce gran sapore a prodotti da forno, alla pasta per la pizza e per conservare la “salsiccia sotto sugna”.

Foto-Antonella D'Avanzo

Dal punto di vista alimentare, la caratteristica più pregiata è la “marezzatura” delle carni, ossia la presenza di abbondante tessuto connettivo intramuscolare, che rende le carni di questo maiale morbide e particolarmente gustose; per questo motivo è molto ricercato per la carne fresca, da consumarsi in ogni tipo di preparazione e in diversi tagli, come prosciutto di coscia e di spalla, costatelle, tracchie, ma anche per confezionare pregiati salumi tipici, come salsicce, capocolli, pancette, soppressate, prosciutti.

Foto-Antonella D'Avanzo
La casertana è considerata una delle migliori razze suine autoctone italiane e non si può andare oltre senza assaggiare i prodotti di questo maiale. È stato inserito nel Registro Anagrafico delle razze suine italiane, curato dall’Associazione Nazionale Allevatori Suini (ANAS).

Foto-Antonella D'Avanzo
Poco distante dal centro abitato, nella nostra passeggiata fra cultura enogastronomica e scoperta di tradizioni rurali, troviamo Pietro Balletta, chef e ristoratore, esperto e maestro di sorprendente saggezza nel preparare piatti con tagli di questa razza Teanese, capace di trasformare un semplice taglio di carne in un’esperienza gastronomica da manuale; ci presenta un piatto, leggermente sontuoso, dove abbina tradizione ed innovazione, dal gusto semplice e delicato.

Chef Pietro Balletta, foto-P. B.
Maiale Nero in crosta di patate con salsa all’aceto di amarene.
Ingredienti per 4 persone.

-       Bistecche di maiale nero (2 da 300 g cadauna)
-       una patata
-       uva passa 2 manciate
-       aceto di amarene
-       zucchero 2 cucchiai
-       foglie di alloro 4
-       sale q.b.
-       olio extra vergine di oliva locale
-       pepe a piacere.

Preparazione.
Battere (poco) la carne, cospargere di uva passa, arrotolare formando degli involtini, salare e pepare a piacere. Sbucciare la patata tagliarla a fettine sottili con un’affettatrice. A parte, su un piano stendere 2 fogli di pellicola da cucina su cui formare un letto di patate, salare ed adagiare gli involtini di carne che vanno arrotolati insieme alla pellicola per far aderire bene le patate alla carne; una volta arrotolati, togliere la pellicola e mettere gli involtini in una teglia da forno, cospargere con un filo di olio, salare, unire 2 foglie di alloro, passare in forno a 180°C per circa 20 minuti.
Per la salsa di aceto di amarene:
In un pentolino caramellare lo zucchero senza farlo bruciare, aggiungere l’aceto di amarene, 2 foglie di alloro e portare a riduzione; la salsa deve presentare un aspetto cremoso.
Tagliare gli involtini a tocchetti, disporre in un piatto, versare la salsa e servire.

Foto-Pietro Balletta


Indirizzi:

-          Pietro Balletta
Ristorante “Al Vecchio Mulino”
Via Rio Persico, (Villa Guerrera)
81057 Teano (CE)
tel. 0823 886291