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mercoledì 29 maggio 2013

Castel Volturno 31 maggio: assemblea dei soci del Consorzio Tutela Mozzarella Dop nel bene confiscato oggi sede del Corpo Forestale dello Stato





Fonte: Consorzio di Tutela MBC

Caserta, 29 maggio 2013 - Il Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop terrà venerdì prossimo, 31 maggio, l’assemblea annuale dei soci. L’appuntamento è in programma alle ore 15.30 per il secondo anno consecutivo in un bene confiscato alla camorra, diventato oggi sede del Centro nazionale di formazione del Corpo forestale dello Stato, in viale delle Acacie, zona Pinetamare a Castel Volturno. Nell’auditorium intitolato a don Peppe Diana, l’assemblea è chiamata ad approvare il bilancio consuntivo. Due le sessioni di lavoro: una parte privata e un’altra pubblica con l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Daniela Nugnes, e la partecipazione dei vertici di altri Consorzi di Tutela italiani.
“L’iniziativa rappresenta un appuntamento fondamentale, il più importante dell’anno per il nostro Consorzio, per fare il punto sia su come si è chiuso un anno di attività sia sugli scenari che si delineano per il prossimo futuro”, sottolinea il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo.

I numeri del 2012 segnalano un comparto che regge alla crisi: la produzione complessiva di mozzarella di bufala campana Dop è stata di 37.056 tonnellate, sostanzialmente in linea con il dato dell’anno precedente. L’export si è attestato al 24%, con un forte incremento delle vendite soprattutto in Francia, divenuto ormai il principale mercato estero, e nei Paesi dell’Est Europa. All’estero, il prodotto è venduto per il 54% a marchio di terzi.

Due sono le sfide principali che saranno al centro del dibattito dell’assemblea: gli effetti del nuovo decreto di attuazione della legge sul cosiddetto “doppio stabilimento” (la 205/2008, la cui entrata in vigore è stata prorogata a fine anno), che ha recepito nel nuovo testo un principio fondamentale indicato dal Consorzio di Tutela, ovvero l’obbligo per i caseifici di utilizzare esclusivamente latte idoneo alla Dop, “ma che rappresenta ancora una vera e propria spada di Damocle sulla filiera”, incalza il presidente.
L’altro tema di rilievo è rappresentato dalle modifiche al disciplinare di produzione, pensate per rendere più moderno il settore, “ma ferme sui tavoli istituzionali da ben 18 mesi, nel corso dei quali non siamo riusciti a registrare una sola concreta contro-proposta di soluzione dei problemi della filiera da parte di chi su queste modifiche aveva espresso contrarietà o riserve”, dichiara il direttore del Consorzio di Tutela, Antonio Lucisano. Dai vertici del Consorzio si leverà la richiesta di accelerare su questo fronte e approvare le novità proposte.
“Il nostro augurio – conclude il presidente Raimondo – è che la Regione Campania, che con l’avvento dell’assessore Daniela Nugnes ha dato segni concreti di attenzione al nostro comparto approvando proprio ieri in Giunta il piano sulla tracciabilità del latte bufalino, ed il ministero delle Politiche agricole – che ha finalmente un ministro campano – siano al nostro fianco per riscrivere in modo chiaro le regole di questa eccellenza, che deve essere perfettamente tracciata, per assicurare al consumatore un prodotto di assoluta qualità, ma che deve anche essere un prodotto univocamente riconoscibile, in Italia e all’estero, rispetto agli altri”. 

martedì 14 maggio 2013

Napoli, 16 maggio Villa Domi. La prima volta al Sud l'assemblea AICIG con un convegno sul mercato dei prodotti Dop e Igp



Fonte: Consorzio di Tutela MBC
Giovedì prossimo, 16 maggio, alle ore 17.30 a Napoli, presso Villa Domi (via Salita Scudillo 19/A - Colli Aminei) si terrà l’assemblea annuale dell’Aicig (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche).
Per la prima volta il Sud ospita questa importante riunione che vede i riflettori puntati sul mondo delle Dop e Igp italiane, fiore all’occhiello del nostro Paese che, con 249 Indicazioni Geografiche riconosciute in sede comunitaria, vanta una leadership indiscussa in un settore di straordinaria importanza economica, sociale e culturale, con un valore al consumo stimato intorno ai 12 miliardi di euro annui.
L’incontro di giovedì sarà incentrato sul posizionamento sul mercato dei prodotti certificati, con particolare riguardo alla Grande Distribuzione Organizzata. Proprio per questo, oltre a importanti rappresentanti del mondo consortile, interverranno i responsabili di due delle principali catene distributive nazionali che racconteranno come queste eccellenze del Made in Italy vengano proposte al consumatore medio. Molto atteso inoltre l’intervento del noto chef Gennaro Esposito che offrirà il punto di vista dell’alta ristorazione sull’utilizzo dei prodotti Dop e Igp.
Dopo i saluti iniziali del Presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP Domenico Raimondo e l'introduzione ai lavori del Direttore Generale della Qualità del MIPAAF Stefano Vaccari, a confrontarsi sul presente e sul futuro delle denominazioni nell’incontro dal titolo “Il mercato dei prodotti DOP e IGP tra opportunità e opportunismo”, moderato dal giornalista del Corriere del Mezzogiorno Antonio Fiore, ci saranno il Presidente di AICIG Giuseppe Liberatore, il Responsabile prodotti tipici COOP Italia Sergio Soavi, il Direttore Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP Antonio Lucisano, il Product Manager prodotti a marchio Despar Italia Simone Pambianco, lo chef stellato Michelin Gennaro Esposito e il Dirigente Ufficio Agroalimentare e vini ICE Roberto Lovato.
Concluderà il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro con un aggiornamento sugli interventi di politica europea in materia. “L’impegno dell’Europa per la tutela delle produzioni di qualità - sottolinea De Castro - è altissimo e continuo. L’approvazione, lo scorso settembre, del ‘pacchetto qualità’ con l’introduzione di nuove regole per tutelare i prodotti certificati dalle usurpazioni, imitazioni ed evocazioni (norma "ex officio"), la possibilità di indicazione in etichetta dei ‘marchi d’area’, la salvaguardia dei prodotti STG, l’indicazione facoltativa di ‘prodotto dell'agricoltura di montagna’ e la difesa dell’estensione della lista di prodotti ammissibili a certificazione europea, è stata un successo importantissimo per il made in Italy agroalimentare, successo costruito grazie al lavoro del Parlamento europeo”.
Una stimolante occasione di confronto tra il mondo della produzione e quelli della distribuzione e della ristorazione, arricchita, nella stessa sede, dalla mostra fotografica “Momenti di Campania”, suggestivo viaggio nelle realtà di due dei più importanti prodotti del Mezzogiorno: la Mozzarella di Bufala Campana Dop e il  Pomodoro San Marzano Dop.
Un particolare ringraziamento per la collaborazione offerta per la cena di chiusura va alla Pizzeria Fratelli Salvo e alle aziende vitivinicole: Grotta del Sole, Cantina Iovine, Cantine Olivella e Villa Matilde.

sabato 11 maggio 2013

La mozzarella di bufala campana dop cambia look: presentato il nuovo Packaging.


Fonte: Consorzio di Tutela MBC


Antonio Lucisano presenta il nuovo packaging sviluppato dal Consorzio di Tutela 

La mozzarella di bufala campana Dop cambia look. È stato presentato nel corso della seconda giornata delle “Strade della Mozzarella” a Paestum il nuovo packaging sviluppato dal Consorzio di Tutela per il confezionamento e trasporto della mozzarella di bufala Dop, in collaborazione con la società Inpact. Va in soffitta il tradizionale polistirolo, che viene sostituito da un cartone ondulato rivestito internamente da un film di Pet.

Il nuovo confezionamento per il trasporto della mozzarella di bufala campana dop
“Siamo di fronte a un passo importante nella direzione della sostenibilità ambientale – ha commentato il direttore del Consorzio, Antonio Lucisano – con una sensibile riduzione non solo dei costi di smaltimento rispetto al passato, ma anche dell’emissione in atmosfera di Co2, visto che sarà possibile trasportare un maggior numero di colli su gomma”.

venerdì 3 maggio 2013

La mozzarella di bufala campana dop senza lattosio. Caseificio Coop. La Contadina di Grazzanise




di Antonella D’Avanzo
Sapevate che anche le persone affette da intolleranza al lattosio possono mangiare mozzarella di bufala campana dop?
Visitando le aziende casearie produttrici di mozzarella di bufala campana dop della provincia di Caserta, ho scoperto che il caseificio Coop. La Contadina di Grazzanise, situato nel cuore dei Mazzoni, una terra straordinaria, dove la cultura per gli allevamenti bufalini è radicata nel territorio e si tramanda di padre in figlio, è l’unico caseificio al mondo a produrre mozzarella di bufala campana dop senza lattosio.
Questo caseificio, ha messo a punto e inserito nel proprio ciclo produttivo un processo di produzione di formaggi a pasta filata, assolutamente privo di lattosio, così come prevede la normativa vigente, per soddisfare le esigenze dei consumatori che non possono godere di questa eccellenza a causa dell’intolleranza al lattosio, lo zucchero che, in alcuni individui, non viene assorbito per mancanza dell’enzima lattasi.
È un prodotto che può essere consumato non solo da persone intolleranti ma da tutti, dove la differenza è nella preparazione e presenta un sapore più dolce e delicato, inoltre ha un costo maggiorato di circa il 12% rispetto alla media, dovuto alla tecnologia e prove degli enzimi che garantiscono l’assenza di lattosio.
Secondo studi recenti, in Italia il deficit di lattasi è presente nel 40% circa della popolazione, con valori particolarmente elevati nell’area napoletana e presenta un andamento crescente passando da Nord verso Sud.


L’azienda nasce negli anni 50’ come attività artigianale con la famiglia Garofalo, allevatori bufalini e, diventa un vero e proprio progetto imprenditoriale nel 1998 con i fratelli Gennaro e Giuseppe, titolari alla terza generazione. Un progetto che ha costruito la propria identità aziendale sul rispetto e il mantenimento della tradizione e dei valori storici della lavorazione della mozzarella di bufala affiancando ad essi innovazione e tecnologia casearia d’avanguardia.
Dal 2001 ad oggi, con l’adozione di nuove strategie aziendali, la casearia è in continuo ampliamento: circa il 35% del loro prodotto dop raggiunge molti mercati sia nazionali che internazionali, come Spagna, Francia, Germania, Inghilterra, Danimarca, Svezia, Svizzera, Belgio, Olanda, Austria, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Malta, Irlanda, Grecia, Repubblica Ceca, Croazia, Estonia, Singapore, Canada, Giappone, Australia, Stati Uniti, Emirati Arabi, Corea, Hong Kong, Sud Africa e Panama.
Il latte per la trasformazione in mozzarella di bufala campana dop proviene da allevamenti area dop, costantemente monitorati ed attentamente selezionati situati nelle vicinanze, permettendo una filiera produttiva corta che assicura una raccolta giornaliera del latte.

L’azienda a Singapore è fornitrice della celebre “Osteria Mozza” il cui chef è tra i favoriti di Barack Obama; in Giappone il prodotto arriva al rinomatissimo negozio Mitsukoshi, dove viene esposto in vetrina come un gioiello.
Il moderno stabilimento produttivo è tra le prime realtà del comparto lattiero caseario del casertano, utilizza anche altri brand come “Fattorie Vittoria” e “Borgo Appio” ed è presente alle maggiori fiere di food nazionali ed internazionali.
Lo sviluppo di questa nuova tipologia di prodotto dop è di particolare rilevanza per il nostro Paese, in particolare per la Campania, che vanta antiche tradizioni nel settore e ha una posizione leader in particolare per alcuni prodotti, come quelli ottenuti dal latte bufalino.

Caseificio Coop. La Contadina a.r.l.
Via Andreozzi, 18 Grazzanise (Ce)
Telefono: 0823 991850 fax 0823 995002
Sito web: www.caseificiocooplacontadina.com          
Mail: info@caseificiocooplacontadina.com        
Orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle 08:00 alle 18:00
Visitabilità dell’azienda: per gruppi e su appuntamento
Punti vendita: no

martedì 26 marzo 2013

Doppio stabilimento, da luglio addio alla produzione di mozzarella dop


Comunicato Stampa
Fonte: Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop


Legge 205/2008 sul doppio stabilimento, riunione straordinaria del Cda
“Dall’1 luglio costretti ad abbandonare la produzione di mozzarella Dop” 


“Vi anticipiamo che dal prossimo 1 luglio saremo costretti ad abbandonare definitivamente la produzione di mozzarella di bufala campana Dop”. Lo scrivono i soci del Consorzio di Tutela nella lettera che ciascuno di loro invierà nelle prossime ore al ministero della Politiche agricole, alle Regioni interessate e alle Commissioni Agricoltura del Parlamento.
Al termine della riunione straordinaria del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela, tenutasi oggi e allargata ai membri del Comitato Paritetico e agli associati che hanno chiesto di parteciparvi, arriva la prima decisione di protesta corale contro il decreto di attuazione della legge 205/2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo scorso, che obbliga gli operatori inseriti nel sistema di controllo della Dop a produrre Mozzarella di Bufala Campana in stabilimenti esclusivamente dedicati a tale produzione.
“Ci auguriamo – scrivono inoltre i soci – che il Parlamento, il ministero delle Politiche Agricole e le Regioni dell’area Dop si rendano conto dell’estrema gravità delle conseguenze provocate da questa norma, soprattutto sul comparto allevatoriale, e vogliano pertanto procedere con la massima urgenza ad approvare, per quanto di propria competenza, le modifiche al disciplinare già proposte dal Consorzio oltre un anno fa, che a parere degli scriventi renderebbero del tutto superflua l’entrata in vigore della legge 205/2008”.
“La norma appena approvata – commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo – impone, a partire dall’1 luglio prossimo, di produrre mozzarella Dop solo negli stabilimenti dedicati, vietando la contemporanea realizzazione di qualsiasi altro prodotto, compresa la ricotta, notoriamente ricavata proprio dalla lavorazione della mozzarella. La conseguenza sarà che molte aziende si vedranno costrette alla scelta di abbandonare la Dop per dedicarsi alla produzione di formaggi non certificati, prodotti con latte bufalino anche di altra provenienza, di costo e di qualità inferiori. Quale azienda infatti – incalza Raimondo – potrebbe decidere di realizzare, in un momento di generale difficoltà economica, un secondo caseificio, per poter continuare a produrre ricotta e altri formaggi? Chi non preferirebbe, al contrario, proseguire a produrre l'attuale gamma di prodotti, rinunciando solo alla Dop? Ora speriamo che le istituzioni ci evitino di dover celebrare il funerale del più importante prodotto a marchio Dop del centro-sud Italia”.